APERITIVO AL MUSEO

TRA TRADIZIONE E CONTEMPORANEITÀ:

ISABELLE FADIGATI RACCONTA ESTE CERAMICHE E PORCELLANE.

 

L’appuntamento è alle 18.00: aperitivo. 

Ma un aperitivo insolito. Non in un bar, non in una enoteca: in un museo.

Il Museo Nazionale Atestino di Este in provincia di Padova, culla dei reperti della civiltà e della storia dei Veneti antichi.

Museo Nazionale Atestino – Este (PD)

Venerdì 10 maggio si è concluso il quarto e ultimo appuntamento degli “Aperitivi al Museo”, evento all’interno del percorso Femminilità 2019 ieri-oggi-domani organizzato dall’Amministrazione Comunale di Este e dal Museo Nazionale Atestino.

Il 3 aprile la direttrice Federica Gonzato ha aperto le porte del Museo e ha accompagnato i suoi ospiti lungo i corridoi presentando tutte le figure femminili importanti del passato, partendo da Nerka, prima imprenditrice atestina, la cui tomba, esposta al Museo, racconta la vita e le abitudini di questa donna.

Gli altri appuntamenti hanno visto giovani donne raccontarsi: il 17 aprile “Non si vive di sola università” e il 30 aprile Elisa Dilavanzo delle cantine Maeli che ha raccontato la sua sfida per la realizzazione di un sogno.

Ad introdurre l’ultimo appuntamento Stefano Buson, vicedirettore del Museo, nonché restauratore dei preziosi reperti atestini da ben quarantanni. “Toccando con mano pezzi antichi si capiscono molto bene anche gli influssi dell’arte dei popoli vicini”, spiega Buson, “l’artigianato creava pace, dovrebbe creare pace anche ai giorni nostri”. 

Il vicedirettore Buson passa il microfono all’Assessore alle Politiche Sociali Lucia Mulato: “Questa sera è l’evento del brindisi” dice l’Assessore “quattro aperitivi che hanno visto giovani donne presentare la loro attività, la loro scommessa con il futuro.”

Isabelle Fadigati insieme a Lucia Mulato, assessore alle Politiche Sociali e a Stefano Buson, vicedirettore del Museo Nazionale Atestino e restauratore Mibac

Lucia Mulato ci presenta Isabelle Fadigati, colei che insieme al fratello Giovanni Battista Fadigati ha preso in mano le redini dell’azienda di famiglia, Este Ceramiche e Porcellane, eccellenza nel nostro territorio. Isabelle inizia ringraziando prima di tutto l’Assessore e il Museo per questa importante opportunità di poter parlare della sua azienda e della sua esperienza come imprenditrice. Ci racconta della nascita dell’azienda, di Gerolamo Franchini, orafo e incisore, che all’età di 70 anni “trovò ad Este tutti gli elementi necessari per poter creare la ceramica: l’argilla dei Colli Euganei e l’acqua del canale che attraversa la città”. Così nacque l’azienda. Poi negli anni ’50 il bisnonno di Isabelle, Giovanni Battista Giorgini, in vacanza sui colli, si innamorò di Este e di questa azienda che ormai era in abbandono, riportandola in auge.

“Sono sempre cresciuta in mezzo alla ceramica; mangiavo pane e ceramica quando ero piccola, mio fratello pure” sorride Isabelle, “siamo sempre stati stimolati al gusto, all’amore per la ceramica. Ci mettiamo tutta la nostra buona volontà per continuare questa tradizione”.

Isabelle Fadigati e Giovanni Battista Fadigati

Isabelle poi ci mostra alcune creazioni di Este Ceramiche e Porcellane: le statue candelabro dei due musicisti, uno dei quali ancora nella fase “biscotto” che mostra l’argilla quando viene cotta per la prima volta; la Tulipaniera; i piatti decorati con i simboli di Este, rigorosamente a mano; i piatti trompe-l’œil con frutta e verdura applicata, che avevano un utilizzo particolare nei pranzi del ‘700: “la padrona di casa, alla fine del pasto, portava ad ogni ospite un piattino diverso, con frutta o verdura di ceramica, e dichiarava la fine del pranzo: un modo per divertire e intrattenere gli ospiti”, spiega Isabelle. L’ultimo pezzo che ci mostra è un’acquasantiera e la fotografia che ritrae lo stampo originario datato 1853, “tutti gli stampi sono datati e hanno le iniziali del modellatore dell’epoca” conclude Isabelle.

Un grande applauso riempie la sala del Museo. Non ci resta che terminare la serata nel dehor del Museo Nazionale Atestino, con un calice di fior d’arancio secco delle cantine Maeli accompagnato dallo schizzotto del Panificio Chiodarelli e i salumi del Salumificio Fontana di Este.

Un ringraziamento speciale al Comune di Este per questi incontri che ci fanno conoscere le eccellenze del nostro territorio, non solo enogastronomiche ma anche artigianali e culturali.


a cura di 

Enrica Guariento

Video editor, fotografa e ideatrice di Il Gusto di un Tempo. Consegue la Laurea triennale in Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo (indirizzo spettacolo) all’Università di Padova, con tesi di Laurea nell’analisi del film del regista francese Michel Gondry “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”. Dopo la Laurea frequenta il Master Triennale in “Restauratore dei beni culturali. Operatore della conservazione e del restauro di documenti fotografici e audiovisivi”. Da qui ha avuto la possibilità di iniziare diverse collaborazioni: televisioni private, studi fotografici, case di produzione video.


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