FUORI VINITALY – 2019

Quest’anno non ho varcato i cancelli di Vinitaly, ma ho avuto la fortuna di ricevere un invito stampa per una presentazione di vini davvero particolare.

“Terra di Lavoro: l’antica Campania Felix”, un titolo che incuriosisce. Prima di tutto cos’è la Campania Felix. È il territorio che circondava la città di Capua, dal monte Massico fino a lambire i Campi Flegrei. La fertilità di questa terra dovuta anche al fiume Volturno le meritò l’appellativo di Felix.

Presentato dal Presidente della Camera di Commercio di Caserta Tommaso De Simone e dal WineHunter Helmuth Koecher patron del Merano WineFestival, è stato un continuo susseguirsi di belle sorprese. Sono entrata in un mondo sconosciuto di meraviglie enologiche e umane.

La location prestigiosa è l’albergo Due Torri in Piazza S. Anastasia, nel cuore di Verona.

Credit: https://hotelduetorri.duetorrihotels.com/it/photogallery/photogallery

Le viti dell’Asprinio di Aversa DOP si arrampicano sui pioppi raggiungendo i venti metri di altezza. Si possono così vedere vendemmiatori coraggiosi, chiamati “uomini ragno”, salire su ripide scale muniti di piccole ceste a punta per raccogliere l’uva che darà un vino di colore verde chiaro, dai profumi agrumati e alta acidità che lo rende virtuosamente aspro. La stessa fatica si ripresenta al momento della potatura; è viticultura eroica.

Il Falerno del Massico DOP ha tremila anni di storia alle spalle ed è il discendente del vino Falernum, il preferito dagli antichi Romani. Un vitigno dimenticato dopo la caduta dell’Impero e recuperato, con grande passione, negli ultimi 40 anni. È un vino con note di frutta rossa e sentori speziati.

I terreni che accolgono i vitigni Aglianico per i rossi e Falanghina per i bianchi e dai quali si produce il Gallucccio DOP, sono davvero particolari, generati dal disfacimento delle rocce dell’antico vulcano di Roccamonfina. 

Il Casavecchia DOC è un vitigno autoctono dell’Alto Casertano, con origini citate da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia ed era il preferito dai legionari romani. I terreni vulcanici e alluvionali danno a questo vino una bassa acidità e spiccati profumi di frutti rossi.

Il Roccamonfina IGT è prodotto, anch’esso, da vitigni autoctoni antichi tipici di un territorio vulcanico unico.

Il Pallagrello, chiamato così per la perfetta sfericità del suo chicco, è un vitigno che era considerato il più pregiato da Ferdinando IV di Borbone. Di provenienza greca è stato riscoperto negli anni novanta. C’è sia bianco che rosso. Fresco e fruttato il primo, di un bel rubino intenso il secondo, sono sempre più richiesti dai consumatori.

Il territorio casertano sta vivendo un momento felice, amministratori attenti, viticoltori impegnati, amanti del vino entusiasti. Un piccolo territorio che riscoprendo questi vitigni dimenticati si sta facendo largo nel mondo enologico italiano e non solo. Fare squadra è il motto di queste persone straordinarie, appassionate e competenti.

Ci chiedono se ci sono domande. Io, fresca dell’esperienza a Identità di pane che mi ha portato nel mondo sconosciuto dei grani antichi siciliani, non perdo l’occasione di chiedere quale sia il rapporto tra vino e pane. Mi risponde Helmuth Koecher, il “cacciatore di vini” del Merano Festival. “È così stretto il legame vino-pane” -mi risponde- “che ho appena organizzato una degustazione su questo tema e ho intenzione di continuare perché sono entrambi prodotti della terra che richiedono amore e passione.”

Un ricco rinfresco a base dei prodotti tipici casertani, mozzarelle, salumi, verdure, olive e pane ci attende, insieme alla degustazione dei vini.

Un’esperienza che mi ha aperto nuovi orizzonti, mi ha fatto conoscere persone speciali e che, ancora una volta, mi ha confermato che “piccolo è bello”.

Piccolo territorio, grandi vini, persone preparate, qualità eccelsa.


a cura di 

Roberta Libero       

Nata nel 1950, commerciante e cuoca. Ha frequentato la Scuola della Cucina Italiana, quella del Gritti e di Peccati di Gola a Venezia, oltre a corsi con Igles Corelli e Sara Papa. Ha imparato a fare la sfoglia a Casa Artusi di Forlimpopoli con le Mariette, un’arte che mette in pratica molto spesso. “Pane e Companatico” è la sua attività di cuoca a domicilio e insegnante di cucina itinerante.


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