IDENTITA’ GOLOSE 2017 – parte 2

“INCONTRI DI VIAGGIO”

Andare agli appuntamenti come Identità Golose è sempre una ghiotta occasione per fare incontri interessanti.

La prima persona che incontro è una beniamina degli amanti della pasticceria, la signora di Bake Off Italia, Clelia D’Onofrio. È lì, davanti alla scala mobile evidentemente in attesa di qualcuno con cui salire. Mi faccio coraggio e mi fermo a salutarla. Ci troviamo a parlare di pandispagna e pasta frolla. È davvero una signora speciale ed elegante, con quella gentilezza naturale che mette a proprio agio chiunque. Le do il  nostro biglietto da visita, chissà se andrà a dare un’occhiata!

Dopo un caffè al bar Lavazza vado a sentire Cristina Bowerman. Inizia con un brodo di pollo aromatico tipico della tradizione cinese, ma ci stupisce di più con le quattro stagionature della coda alla vaccinara. Diverse consistenze della salsa da gustare con il pane al mais. È un piatto simile al mole messicano che ha un ingrediente in comune con la ricetta romana: il cioccolato. Qui niente assaggi, ma sulla bontà mi fido.

Heinz Beck, parte da lontano mostrando il percorso dell’uomo primitivo attraverso il suo rapporto con il cibo. Dalla raccolta di erbe e bacche all’agricoltura, dall’allevamento alla conservazione l’evoluzione è racchiusa in un panino; il pane azzimo cotto sulla pietra rovente che racchiude tonno e carne affumicati, pesto d’alghe raccolte e verdure coltivate, simboleggia quello di cui l’uomo ha davvero bisogno: conoscenza, cultura, educazione.

Massimiliano Alajmo non cucina ma con immagini racconta “Il viaggio di Margherita”,  la trasformazione della sua idea di pizza al vapore fino agli innovativi Maxcalzone e Maxcalzino, involucri di pasta che con una originale lavorazione  formano già in cottura le tasche pronte da farcire. Conclude il viaggio con l’originale  “Cento pezze”, nome ispirato all’omonimo tipo di trippa, una pizza lunga, sfogliata, con ingredienti diversi da condividere con gli amici.

 

Non posso mancare all’appuntamento con Massimo Bottura! Arrivo verso la fine, giusto in tempo per vedere la costruzione di un risotto. Funghi e scorze di tartufo disidratati e ridotti in polvere, nero di seppia e clorofilla sono gli ingredienti  per un riso mare-monti camouflage. Per finire ci racconta l’evoluzione dei tortelli di zucca diventati dessert. Nel viaggio incontrano il cannolo siciliano a sud,  diventano un risotto dolce al Sauterns a ovest, dirigendosi a nord si trasformano in un tiramisù e verso oriente? L’est è concentrato nelle mani di Taka che sta realizzando una millefoglie al caramello. Ma per il nostro chef no, non è ancora un piatto perfetto e così, con un gesto teatrale,  lo spacca. Tutti applaudono, ma io resto perplessa. Lo chef  giapponese  sembra sorpreso, ma qualcosa mi dice che sia stata  una mossa ben studiata.

Faccio un giro nell’area espositiva e allo stand della Pasta Felicetti noto un certo assembramento. Ah, c’è Bottura che sta gustando gli spaghetti ai frutti di mare. Faccio qualche foto da lontano e il risultato è stupefacente. Con i potenti mezzi del mio vecchio pc, allargo, avvicino, ritaglio, cambio colore e, giudicate voi, non vi sembra un ritratto camouflage!

Conoscere  questi chef famosi è sempre gratificante, ma sono veri incontri oppure la lontananza tra noi e loro è così grande da trasformarci in semplici spettatori di una rappresentazione che ci affascina ma non ci appartiene? Ricordo che negli scorsi anni anche in sala rossa si potevano fare domande, chiedere chiarimenti ed esprimere opinioni e idee. Spero che l’anno prossimo si torni a questa forma di comunicazione semplice, ma capace di ridurre la distanza e farci sentire anche per un solo minuto protagonisti.

Mi consolo con i formaggi di Enrico Panzarasa allo stand di Selecta, la bevanda a base di Limoncello di Sorrento Villa Massa e basilico e le meravigliose spezie di James 1599.

Ed è tra questi profumi che faccio un altro bellissimo incontro. Rivedo dopo un anno lo chef di Villa Rospigliosi  Igles Corelli, un uomo meraviglioso con un sorriso sincero e l’abbraccio cordiale che mi riconcilia con il mondo lontano degli chef stellati. Un’amicizia nata 11 anni fa al Gambero Rosso di Roma, coltivata nel tempo e per me molto preziosa.

Finisce qui la mia quarta volta a Identità Golose; tante soddisfazioni, qualche piccolo dispiacere, amici ritrovati ed esperienze da coltivare. Un bel programma, non vi pare?

Roberta Libero


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