Con la trippa, non ci sono mezze misure: o la si ama alla follia, oppure la si evita come la peste. C’è chi storce il naso solo a sentirla nominare, e chi invece la mangerebbe anche a colazione.
Quello che è certo è che la trippa in umido, quando è fatta bene, sa conquistare anche i palati più scettici.
La trippa si ricava da alcune parti dello stomaco dei bovini (i famosi “tre stomaci” dei ruminanti) e può assumere nomi curiosi: doppione, cuffia, nido d’ape, “centopelli”… Ogni zona d’Italia ha la sua variante e il suo nome. C’è la trippa alla parmigiana, quella alla romana, con i fagioli, fino al celebre lampredotto toscano, vero re dello street food.
Trippa in umido alla veneta: tra amore e diffidenza, una ricetta di cuore
6
personeQuella che ti proponiamo qui è la ricetta di famiglia di Roberta, apprezzata da generazioni e perfezionata nel tempo. Un piatto rustico, saporito e sorprendentemente versatile.
Guarda la video ricetta
Ingredienti
1 chili di TRIPPA di bovino
Sedano carota e cipolla per la bollitura
50 gr di crema di lardo alle erbe
70 gr di sedano
70 gr di carota
150 gr di cipolla
1 spicchio di aglio
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
Brodo di carne
Abbondante rosmarino
Triplo concentrato di pomodoro
1 bicchiere di vino bianco secco
Sale e pepe
Procedimento
- Sbollento la trippa in abbondante acqua aromatizzata con le verdure da brodo per 20 minuti circa.
- La scolo e la taglio a strisce.
- Faccio sciogliere il lardo, aggiungo l’olio e faccio insaporire la trippa.
- Unisco le verdure tritate finissime e sfumo con il vino, aggiungo il concentrato e il rosmarino tritato.
- Appena sono asciutte porto a cottura con il brodo. Ci vorranno circa 2 ore.
- Regolo di sale e pepe.
- Il giorno dopo riprendo la cottura per renderle ancora più morbide. È il metodo che abbiamo usato per il musso, vi ricordate?
- Si può servire in tre modi.
- Come primo aggiungendo brodo e una bella spolverata di parmigiano. In questo caso risulta quasi indispensabile il nostro speciale panbiscotto.
- Come secondo accompagnandola con fette di pane e una bella insalata fresca per “sgarbarse” la bocca come diceva nonna Maria.
- infine come antipasto. Tagliata a striscioline sottili, arricchita da pomodorini confit, origano, qualche foglia di basilico e servita all’interno di un piccolo pane diventa uno speciale finger food e questo è il nostro trip panino.
Video Ricetta
Note finali: tre modi per servire la trippa in umido.
Una delle cose più belle della trippa in umido è la sua versatilità. Ecco tre modi per gustarla:
- Come primo piatto: con un mestolo di brodo e una generosa spolverata di Parmigiano. Se hai il nostro speciale pan biscotto, è il momento di tirarlo fuori!
- Come secondo: accompagnata con pane casereccio e un’insalata fresca, “per sbarbarsi la bocca”, come diceva zia Annamaria.
- Come antipasto creativo: servila fredda, tagliata a striscioline, con pomodorini confit, origano, basilico fresco e racchiusa in una cartelletta di pasta brisée. Un finger food rustico e originale.
La trippa in umido alla veneta è un piatto che non lascia indifferenti. È rustica, sincera, piena di sapore e tradizione.
Unisce la lentezza della cottura alla sapienza delle generazioni passate, e sì: anche se non è bella da vedere, riesce a raccontare il passato come pochi altri piatti.
👉 Se questa ricetta ti ha conquistato, provala e raccontaci la tua esperienza. Hai una variante di famiglia? Scrivici o taggaci sui social con il tuo piatto di trippa in umido!




